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Dieta Contro i Diverticoli: Cosa Mangiare?

Stile di vita sano e Nutrizione
Tempo di lettura: 4 minuti
Autore: Isabella Iallonghi
Pubblicato il: 08-03-2024

L’insorgenza dei diverticoli nell’intestino può essere una sfida significativa per molte persone, portando a sintomi scomodi e a volte debilitanti. Una dieta adeguata può svolgere un ruolo cruciale nel gestire questa condizione, aiutando a prevenire le complicazioni e ad alleviare i sintomi. Tuttavia, navigare nel mare delle opzioni alimentari può essere un compito complesso. In questo articolo, esploreremo approfonditamente quali cibi favorire e quali evitare per mantenere sotto controllo i diverticoli, offrendo preziosi consigli nutrizionali per promuovere la salute intestinale e migliorare la qualità della vita.

ATTENZIONE: È fondamentale sottolineare che le informazioni contenute in questo articolo sono puramente informative e non intendono sostituire il parere di un medico o di un nutrizionista. Prima di intraprendere qualsiasi dieta o cambiamento significativo nella tua alimentazione, consulta sempre un professionista della salute per valutare la tua situazione personale.

Cos’è la Malattia Diverticolare?

La malattia diverticolare rappresenta un complesso spettro di condizioni che coinvolgono il colon e derivano dalla diverticolosi, un’alterazione anatomica caratterizzata dalla formazione di piccole sacche, chiamate diverticoli, sulla parete dell’ intestino. I diverticoli possono manifestarsi in diverse forme e gravità: alcuni possono essere semplici estroflessioni della mucosa e della sotto-mucosa, mentre altri possono coinvolgere tutti gli strati della parete intestinale, costituendo i cosiddetti diverticoli “veri”.

La diverticolite, una delle complicazioni più comuni della malattia diverticolare, si verifica quando questi diverticoli si infiammano o infettano, provocando una serie di sintomi acuti come dolore addominale, febbre, nausea e cambiamenti nell’abitudine intestinale. È importante notare che la malattia diverticolare può anche essere asintomatica o presentarsi con sintomi lievi, e in tal caso viene spesso diagnosticata incidentalmente durante esami medici di routine. La gestione della malattia diverticolare richiede un’approfondita comprensione dei suoi diversi aspetti, compresa la prevenzione delle complicazioni attraverso modifiche dello stile di vita e, in alcuni casi, trattamenti medici o interventi chirurgici mirati.

Cause della Diverticolite

Le cause della diverticolite sono varie e spesso interconnesse. Sebbene non sia sempre chiaro perché alcuni individui sviluppino diverticoli infiammati, diversi fattori di rischio sono stati identificati come determinanti nella patogenesi della malattia. Tra questi, l’età rappresenta un elemento cruciale: sebbene la diverticolosi possa comparire a qualsiasi età, è più comune negli individui anziani, suggerendo un possibile ruolo dell’invecchiamento nella sua eziologia. Si ipotizza che l’indebolimento progressivo delle pareti muscolari del colon con l’avanzare dell’età possa favorire la formazione e l’infiammazione dei diverticoli.

Tuttavia, non è solo l’età a giocare un ruolo importante; la dieta svolge un ruolo fondamentale, in particolare nelle società occidentali dove la tendenza a consumare alimenti poveri di fibre è diffusa. La mancanza di fibre nella dieta è stata associata a un aumento della pressione all’interno del lume intestinale, esercitando una forza che spinge l’invaginazione della mucosa attraverso i punti deboli della parete intestinale, favorendo così la formazione dei diverticoli.

Sintomi della Diverticolite

I sintomi della diverticolite variano in base alla gravità della condizione e possono essere aspecifici nelle fasi iniziali. In molti casi, i sintomi della malattia diverticolare non complicata o in fase lieve possono sovrapporsi a quelli del colon irritabile, rendendo la diagnosi più complessa.

Tra i sintomi più comuni vi è il dolore addominale, spesso localizzato nella fossa iliaca sinistra, accompagnato da gonfiore addominale e alterazioni dell’alvo, come stipsi o diarrea. Tuttavia, la diverticolite diventa esplicitamente sintomatica quando si verifica una complicazione più grave, come l’ostruzione dell’ostio diverticolare, che porta al ristagno delle feci e all’infiammazione locale, la perforazione dell’ostio diverticolare con formazione di ascesso periviscerale e possibile peritonite, o il sanguinamento dovuto all’erosione dei vasi sanguigni nei diverticoli. Inoltre, la presenza di febbre, brividi e un aumento degli indici di infiammazione possono indicare una fase acuta della diverticolite. In alcuni casi, può verificarsi anche il sanguinamento rettale, noto come rettorragia, che è spesso associato ad emorragia diverticolare.

Diagnosi della Diverticolite

La diagnosi della diverticolite coinvolge una serie di approcci clinici e diagnostici mirati a confermare la presenza della condizione e valutarne la gravità. Il medico inizierà con un’accurata anamnesi per raccogliere informazioni sui sintomi del paziente, inclusi eventuali episodi di dolore addominale, alterazioni dell’alvo e altri segni di infiammazione. Successivamente, potrebbe eseguire un esame obiettivo dell’addome per valutare la presenza di dolore localizzato, gonfiore o sensibilità. Gli esami di laboratorio, come l’analisi del sangue, possono rilevare segni di infiammazione, come un aumento dei globuli bianchi o della proteina C-reattiva. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, la conferma definitiva della diverticolite spesso richiede l’utilizzo di procedure diagnostiche strumentali, come la tomografia computerizzata (TC) addominale, che consente di visualizzare in dettaglio la presenza di diverticoli infiammati, ascessi o altri segni di complicazioni. In alcuni casi, potrebbe essere eseguita anche una colonscopia per escludere altre cause dei sintomi o per valutare lo stato del colon in modo più approfondito.

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Dieta per la Diverticolosi

Quando si tratta di gestire i diverticoli, l’alimentazione e la dieta giocano un ruolo fondamentale nel mantenere sotto controllo i sintomi e prevenire le complicazioni. Adottare un regime alimentare adeguato può contribuire significativamente a ridurre il rischio di infiammazione dei diverticoli e migliorare la salute intestinale complessiva. Tuttavia, navigare nell’ampia gamma di consigli dietetici può essere complicato, poiché le raccomandazioni possono variare in base alla gravità della condizione e alle esigenze individuali del paziente. In questo contesto, è essenziale comprendere quali cibi favoriscono la salute del colon e quali possono contribuire all’infiammazione dei diverticoli, al fine di adottare scelte alimentari consapevoli e mirate.

Alimenti da Evitare

Identificare gli alimenti che possono peggiorare i sintomi e aumentare il rischio di complicazioni è fondamentale per adottare una dieta appropriata e favorire il benessere intestinale. Di seguito, sono elencati alcuni degli alimenti da evitare per gestire i diverticoli in modo efficace:

  • Cibi piccanti: Peperoncino, pepe nero e salse piccanti possono irritare la mucosa intestinale ed aumentare il dolore.
  • Alimenti acidi: Riduci il consumo di agrumi come arance e limoni, pomodori, aceto e sottaceti, poiché possono causare bruciore e irritazione nell’intestino.
  • Bevande gassate: Evita bibite gassate come cola, aranciata e soda, in quanto possono favorire il gonfiore addominale e l’irritazione intestinale.
  • Caffeina: Limita il consumo di caffè, tè nero, cioccolato e bevande energetiche.
  • Latticini: Riduci il consumo di latticini grassi come latte intero, formaggi stagionati e yogurt zuccherati, in quanto possono causare gonfiore e gas, specialmente per chi è intollerante al lattosio.
  • Alcol: Evita o limita l’assunzione di alcolici come birra, vino e liquori, poiché possono favorire la disidratazione, aumentare la stitichezza e irritare la mucosa intestinale.

Limitare o evitare questi alimenti può contribuire significativamente a migliorare i sintomi dei diverticoli e favorire la salute intestinale. È importante sottolineare che la reazione agli alimenti può variare da persona a persona, quindi è consigliabile ascoltare il proprio corpo e adattare la dieta alle proprie esigenze specifiche. Sempre consultare un medico o un nutrizionista prima di apportare modifiche significative alla propria alimentazione.

Alimenti da Prediligere

Cereali integrali

I cereali integrali rappresentano un pilastro fondamentale della dieta per i diverticoli grazie al loro elevato contenuto di fibre. Tra i cereali integrali consigliati vi sono l’orzo, il farro, l’avena, la quinoa, il bulgur e il grano saraceno. Le fibre solubili contenute in questi cereali svolgono diverse funzioni cruciali per la salute intestinale.

  • Regolazione del transito intestinale: Assorbono acqua nello stomaco e nell’intestino, formando un gel morbido che facilita il passaggio delle feci. Ciò aiuta a prevenire la stitichezza e a ridurre la pressione sulle pareti del colon.
  • Controllo della glicemia: Rallentano l’assorbimento degli zuccheri nel sangue, contribuendo a mantenere stabili i livelli di glucosio e a prevenire picchi glicemici.
  • Salute del cuore: Aiutano a ridurre il colesterolo cattivo (LDL) nel sangue, favorendo la salute cardiovascolare.
  • Sensazione di sazietà: Aumentano la sensazione di sazietà, aiutando a controllare l’appetito e a mantenere un peso corporeo adeguato.

Frutta e verdura

La frutta e la verdura costituiscono fonti eccellenti di fibre, vitamine e minerali, elementi essenziali per la salute intestinale. Ecco alcuni consigli per includerli nella dieta:

  • Frutta: Mele, pere, pesche e albicocche sono frutti a polpa morbida che apportano fibre solubili. Si consiglia di consumarli senza la buccia se si presentano sintomi di diverticolite, al fine di ridurre l’irritazione intestinale.
  • Frutta secca e disidratata: Prugne, fichi, uvetta e albicocche secche sono ricche di fibre e nutrienti. Si raccomanda di consumarle con moderazione per evitare un eccesso di zuccheri e calorie. Mandorle, noci, semi di lino e di chia sono ricchi di fibre e grassi sani. Si possono consumare come snack o aggiungerli ai propri piatti per arricchirli di nutrienti e favorire la regolarità intestinale.
  • Verdure a foglia verde: Spinaci, bietole, cavoli e lattuga forniscono vitamine, minerali e antiossidanti che favoriscono la salute intestinale e contrastano l’infiammazione.
  • Crucifere: Broccoli, cavolfiori, cavoli di Bruxelles e cavolo riccio sono ricchi di fibre e nutrienti. Si consiglia di cuocerli al vapore o saltarli in padella per renderli più digeribili.
  • Verdure colorate: Carote, peperoni e zucchine apportano vitamine, minerali e antiossidanti che favoriscono la salute dell’intestino e del sistema immunitario.

Per garantire una dieta equilibrata e varia, è consigliabile consumare almeno cinque porzioni di frutta e verdura al giorno, alternando i diversi tipi e colori per garantire un adeguato apporto di nutrienti. È importante lavare accuratamente la frutta e la verdura prima del consumo e preferire cotture delicate per preservare le proprietà nutritive.

Legumi

I legumi, come fagioli, lenticchie, ceci e piselli, rappresentano una preziosa fonte di proteine vegetali, fibre e minerali. Tuttavia, è consigliabile introdurli gradualmente nella dieta per evitare gonfiore e gas. È importante anche sciacquarli bene prima dell’uso, specialmente se si utilizzano legumi in scatola, per ridurre il contenuto di sodio.

Proteine

Le proteine sono nutrienti essenziali per la costruzione e il ripristino dei tessuti corporei, inclusi quelli intestinali. Ecco alcune opzioni:

  • Carne bianca: Pollo e tacchino sono proteine magre che forniscono aminoacidi essenziali senza un eccesso di grassi saturi. Si consiglia di scegliere tagli magri e di preferire cotture al forno, alla griglia o al vapore.
  • Pesce: Il pesce rappresenta una fonte di proteine di alta qualità e acidi grassi omega-3, che sono utili per ridurre l’infiammazione. Si prediligono pesci magri come merluzzo, orata e branzino, oppure pesci grassi come salmone e sgombro.
  • Uova: Le uova sono una fonte di proteine facilmente digeribili e versatili in cucina. Si possono consumare bollite, strapazzate o in frittate con verdure per un pasto nutriente e leggero.
  • Tofu e tempeh: Questi alimenti derivati dalla soia rappresentano fonti di proteine vegetali e sono un’alternativa alle proteine animali. Sono particolarmente adatti per chi segue una dieta vegetariana o vegana.

Acqua

Mantenere un adeguato livello di idratazione è fondamentale per la salute intestinale e la prevenzione dei diverticoli. L’acqua svolge diverse funzioni nel processo digestivo, tra cui:

  • Ammorbidisce le feci: Bere abbastanza acqua aiuta a prevenire la stitichezza, che può peggiorare i diverticoli o causarne la formazione. Un adeguato apporto di liquidi facilita il passaggio delle feci nell’intestino.
  • Favorisce l’assorbimento delle fibre: L’acqua è necessaria per il corretto funzionamento delle fibre solubili, che aiutano a regolare il transito intestinale e a mantenere la flora batterica in equilibrio.
  • Sostiene la funzione renale: Una buona idratazione aiuta i reni a eliminare le tossine e a mantenere l’equilibrio elettrolitico nel corpo.

Per garantire una corretta idratazione, si consiglia di bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno, variando l’apporto in base all’età, al sesso, al peso e all’attività fisica. È importante ascoltare il proprio corpo e adattare l’assunzione di liquidi alle proprie esigenze.

ATTENZIONE: È fondamentale sottolineare che le informazioni contenute in questo articolo sono puramente informative e non intendono sostituire il parere di un medico o di un nutrizionista. Prima di intraprendere qualsiasi dieta o cambiamento significativo nella tua alimentazione, consulta sempre un professionista della salute per valutare la tua situazione personale.

Disclaimer

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantire un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante.
Tutti i claims associati ai nostri prodotti sono ricavati da:
– DM 10 Agosto 2018 Preparati Vegetali
– Regolamento UE n. 432_2012 della Commissione
– Regolamento CE n. 1924_2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio

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