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ernia cervicale

Ernia cervicale: sintomi, cause e cura

Scienza
Tempo di lettura: 4 minuti
Autore: Redazione
Pubblicato il: 09-11-2023

L’ernia cervicale è un disturbo molto comune, ma potenzialmente debilitante, caratterizzato da un dolore acuto che può limitare drasticamente le attività quotidiane. Il dolore può influire negativamente sulla qualità della vita, compromettendo sia le responsabilità professionali che le attività personali e sociali.

In questo articolo approfondiremo i sintomi, le possibili cause e le opzioni di trattamento disponibili per l’ernia cervicale, fornendo informazioni preziose per chi cerca sollievo e una migliore comprensione di questa condizione medica.

Cos’è l’ernia cervicale?

L’ernia cervicale è una patologia medica che coinvolge la colonna vertebrale cervicale, composta dalle prime sette vertebre numerate da C1 a C7. Quando ci si riferisce all’ernia cervicale, è fondamentale distinguere tra due varianti principali: l’ernia cervicale molle e l’ernia cervicale dura, talvolta anche indicata come osteofitosi margino-somatica.

Ernia cervicale molle

Nell’ ernia del disco cervicale molle, l’erniazione coinvolge esclusivamente il nucleo polposo del disco intervertebrale; quando uno o più dischi intervertebrali del collo (cuscinetti ammortizzatori disposti tra le vertebre), subiscono uno schiacciamento, ne consegue la compressione o la rottura di una porzione discale. La caratteristica distintiva dell’ernia cervicale molle è la fuoriuscita del materiale gelatinoso dal nucleo polposo del disco interessato, che causa la formazione di una sporgenza che può andare ad esercitare pressione sulle radici nervose, nervi spinali o persino sul midollo spinale.

Solitamente, colpisce le vertebre C6 C7 nell’80% dei casi, ma può anche interessare la regione tra C5 C6. Questa variante è più comune in individui al di sotto dei cinquant’anni e si manifesta con sintomi come dolore al collo che si irradia al braccio, disagio più intenso al risveglio, torcicollo e rigidità cervicale.

Ernia cervicale dura

Al contrario, l’ernia cervicale dura è caratterizzata da una degenerazione del nucleo polposo accompagnata dalla formazione di osteofiti sui corpi vertebrali. Questa condizione è meno comune e talvolta è associata ad una stenosi del canale neurale. I sintomi, di solito, si sviluppano gradualmente e includono dolore radicolare, spesso accompagnato da difficoltà muscolari e alterazioni dei riflessi osteo-tendinei.

La comprensione delle differenze tra queste due varianti è cruciale per una diagnosi accurata e un trattamento mirato.

Quali sono le cause l’ernia cervicale?

Le cause principali dell’ernia cervicale sono da attribuire alla degenerazione dei dischi intervertebrali, che può essere a sua volta causata da 3 fattori: invecchiamento, traumi significativi al collo, e il ripetuto sovraccarico del collo.

Degenerazione legata all’invecchiamento

La degenerazione dei dischi legata all’avanzare dell’ età è un processo fisiologico. Con il passare degli anni, i dischi intervertebrali perdono progressivamente di idratazione, questo li rende meno elastici e resistenti. Inoltre, le fibre dell’anulus (la parte esterna del disco stesso, un tessuto fibroso che circonda il nucleo polposo all’interno del disco intervertebrale) tendono a sviluppare microlesioni e subiscono un processo di delaminazione, che complessivamente compromette la loro capacità di contenere il nucleo polposo.

Traumi al collo

Un trauma al collo di notevole intensità può generare uno stress sufficiente sull’anulus dei dischi intervertebrali da causarne la rottura delle fibre, specialmente nei suoi strati più esterni. Questo processo può creare una breccia attraverso la quale il nucleo polposo può fuoriuscire.

Un esempio di trauma al collo che può condurre a tali conseguenze è il famoso “colpo di frusta”, un tipo di infortunio frequentemente associato agli incidenti automobilistici. Durante il quale, il collo subisce un repentino e violento movimento al di là dei normali limiti di estensione seguito da una flessione eccessiva.

Sovraccarico ripetuto del collo

Le lesioni dell’anulus dei dischi intervertebrali cervicali possono essere attribuite anche ad un prolungato sovraccarico funzionale. Il frequente sollevamento di pesi considerevoli sul collo può, nel corso del tempo, provocare microlesioni all’anulus. Queste lesioni, accumulandosi gradualmente, possono dare origine ad una fessura attraverso cui il nucleo polposo può infine fuoriuscire causando l’ ernia cervicale.

Tra le altre cause possiamo trovare:

  • Usura, disidratazione e degenerazione di uno o più dischi intervertebrali;
  • Trauma cervicale diretto (come il colpo di frusta);
  • Predisposizione fisica/genetica;
  • Contrattura muscolare prolungata che provoca un’eccessiva pressione sulle vertebre;
  • Sovraccarichi funzionali sul rachide cervicale;
  • Posture errate;
  • Deficit muscolari;
  • Debolezza dei legamenti;
  • Sforzi, sollecitazioni, microtraumi ripetuti nel tempo;
  • Vertebre inclinate;
  • Spondilosi cervicale.

ernia cervicale

Sintomi Ernia Cervicale

L’ernia cervicale presenta sintomi distintivi che possono variare in intensità e localizzazione. Il sintomo predominante è la cervicalgia, un dolore localizzato al collo, spesso al centro o leggermente spostato lateralmente. Questo dolore è talmente acuto da causare rigidità e una limitazione notevole nell’ampiezza dei movimenti del collo.

Oltre alla cervicalgia, possono verificarsi altri sintomi significativi. Uno di essi è il dolore radicolare, che tende a manifestarsi lungo l’arto superiore, coinvolgendo spalla, braccio, avambraccio, mano e perfino le dita. Inoltre, possono comparire sintomi neurologici, tra cui formicolio, intorpidimento, debolezza muscolare e alterazioni della sensibilità cutanea lungo l’arto superiore, dalla spalla fino alle dita della mano.

ATTENZIONE: Se presenti uno o più di questi sintomi, ti consigliamo di consultare quanto prima un medico.

Diagnosi dell’ernia cervicale

La diagnosi dell’ernia cervicale si basa su una valutazione completa che include l’anamnesi dettagliata, l’ esame obiettivo ed eventuali esami di imaging. Durante l’anamnesi, il medico raccoglie informazioni sulle condizioni mediche passate e presenti del paziente, nonché sulla storia dei sintomi cervicali. Questo processo aiuta a identificare i fattori di rischio, come traumi precedenti o problemi spinali preesistenti, che possono aver contribuito all’ernia cervicale.

Successivamente, l’esame obiettivo si concentra sulla valutazione dei sintomi fisici del paziente. Il medico esamina attentamente la mobilità del collo, la forza muscolare, i riflessi e la sensibilità nell’area interessata. Durante questa fase, il medico può anche cercare segni di tensione muscolare, dolore localizzato o dolore radicolare che si irradia verso l’arto superiore.

Nella maggior parte dei casi, per confermare la diagnosi e ottenere un’immagine più dettagliata della colonna cervicale, possono essere prescritti esami di imaging come la radiografia del tratto cervicale, la risonanza magnetica nucleare (RMN), o la TAC, miele-TC, mielografia. Questi esami permettono di visualizzare chiaramente la struttura della colonna vertebrale ed individuare eventuali ernie o altre anomalie.

La diagnosi accurata è fondamentale per determinare il trattamento più appropriato per l’ernia cervicale, che può includere terapie conservative, fisioterapia o interventi chirurgici in casi gravi.

Terapia e cure dell’ernia cervicale

Il trattamento dell’ ernia cervicale può variare in base alla gravità dei sintomi e alla risposta individuale del paziente. La prima tattica terapeutica è di solito una terapia di tipo conservativo, che include il riposo, in cui il paziente evita movimenti o attività che possono peggiorare i sintomi. Gli impacchi di ghiaccio possono essere utilizzati per ridurre il dolore e l’infiammazione nella zona colpita. Inoltre, i farmaci antidolorifici e antinfiammatori possono essere prescritti per alleviare il disagio e ridurre l’infiammazione.

La fisioterapia è un componente essenziale del trattamento conservativo. Un fisioterapista esperto può lavorare con il paziente per migliorare la mobilità, rinforzare i muscoli del collo e insegnare esercizi di stretching per alleviare la pressione sulle radici nervose.

In alcuni casi, quando i sintomi persistono, il medico può raccomandare iniezioni di corticosteroidi direttamente nella zona colpita. Queste iniezioni possono aiutare a ridurre l’infiammazione e il dolore.

L’intervento chirurgico è considerato come ultima risorsa, non essendo esente da rischi è riservato ai casi più gravi o quando le terapie conservative non hanno avuto alcun successo nel fornire sollievo. Durante l’intervento, il disco erniato può essere rimosso o il disco può essere stabilizzato mediante un intervento di fusione spinale. La decisione di ricorrere all’intervento chirurgico è presa attentamente dopo una valutazione completa del paziente da parte del medico.

Prognosi

La prognosi per un’ernia cervicale dipende da diversi fattori, ma nella maggior parte dei casi, la terapia conservativa si dimostra efficace e sufficiente; il corpo umano infatti, è dotato di efficaci meccanismi di riassorbimento del nucleo polposo e di cicatrizzazione dell’ anulus.

I tempi di guarigione per un’ernia cervicale possono essere mediamente lunghi. Per ottenere un miglioramento significativo del dolore, possono essere necessarie alcune settimane, di solito intorno a 4. Per una risoluzione definitiva o quasi del problema, potrebbero essere necessari dai 4 ai 6 mesi.

ATTENZIONE: È importante sottolineare che per favorire il processo di guarigione è fondamentale seguire scrupolosamente il piano terapeutico prescritto per il proprio caso specifico, in quanto il rispetto delle indicazioni mediche può influenzare significativamente l’outcome del trattamento.

Disclaimer

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantire un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante.
Tutti i claims associati ai nostri prodotti sono ricavati da:
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