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onicofagia mangiarsi le unghie

Onicofagia: La Tendenza a Mangiarsi le Unghie

Scienza
Tempo di lettura: 4 minuti
Autore: Isabella Iallonghi
Pubblicato il: 05-04-2024

L’onicofagia, conosciuta comunemente come il vizio di mangiarsi le unghie, è un comportamento diffuso che affligge molte persone in tutto il mondo. Questa abitudine può manifestarsi in varie forme e gradi di gravità, da un semplice sfregamento delle unghie con i denti fino a una vera e propria compulsione che porta alla distruzione delle stesse. Le cause di questo comportamento possono essere molteplici, spaziando dall’ansia e lo stress fino a condizioni psicologiche più complesse. In questo articolo esploreremo più a fondo l’onicofagia, analizzandone le cause, gli effetti e i metodi per affrontarla.

Cos’è l’Onicofagia?

L’ onicofagia è un disturbo comportamentale caratterizzato dalla compulsiva tendenza a mordere, mangiare o distruggere le proprie unghie. Questo comportamento può manifestarsi in diverse forme, che vanno dal semplice rosicchiamento delle estremità delle unghie fino alla completa distruzione delle stesse, compresi i tessuti circostanti come la cute e le cuticole (pellicine). È importante notare che l’onicofagia non riguarda solo la manipolazione delle unghie con i denti, ma può anche coinvolgere l’uso delle mani per strapparle o graffiarle.

Le persone affette da questo disturbo spesso presentano un aspetto estetico delle unghie danneggiato e poco curato, con conseguente imbarazzo e disagio sociale. La gravità del problema può variare da individuo a individuo, con alcuni che riescono a controllare il comportamento in certe situazioni mentre altri lo praticano in modo continuo e invasivo. Questo disturbo può coinvolgere una o più dita delle mani e, in alcuni casi, anche dei piedi.

Le conseguenze fisiche dell’onicofagia possono essere significative, con rischio di infezioni locali, sanguinamento, dolore e deformità permanenti delle unghie. Inoltre, può avere un impatto negativo sulla salute dentale, portando a danni agli smalti dei denti e ad altri problemi orali.

Quali Sono le Cause dell’Onicofagia?

Le cause dell’onicofagia possono essere complesse e multifattoriali, coinvolgendo una combinazione di fattori psicologici, ambientali e biologici.

Tra le principali cause psicologiche vi è l’ansia, lo stress, la tensione emotiva e la noia, che spingono il soggetto a ricorrere al comportamento di mordere le unghie come meccanismo di coping per alleviare temporaneamente la propria ansia o per distrarsi da pensieri negativi. Inoltre, alcuni studi suggeriscono che l’onicofagia possa essere associata a disturbi psicologici come il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC), il disturbo da deficit di attenzione e iperattività(ADHD) e il disturbo di accumulo. La gratificazione immediata derivante dal compiere questo gesto può contribuire alla sua persistenza nel tempo, creando un circolo vizioso di comportamento compulsivo.

Allo stesso tempo, fattori ambientali come l‘imitazione di modelli di comportamento osservati in famiglia o tra coetanei possono influenzare lo sviluppo dell’onicofagia, soprattutto durante l’infanzia e l’adolescenza, periodi in cui si è maggiormente suscettibili all’influenza del contesto sociale. Da un punto di vista biologico, alcune ricerche hanno suggerito che l’onicofagia potrebbe essere associata a un disordine neurochimico nel cervello, che influisce sulla regolazione dell’umore e dei comportamenti compulsivi. Inoltre, l’onicofagia potrebbe essere legata a carenze nutrizionali, come la mancanza di vitamine o minerali essenziali, che possono indebolire le unghie e aumentare il desiderio di manipolarle.

Onicofagia: Quali Sono le Conseguenze?

L’onicofagia può avere conseguenze fisiche e psicologiche significative. Dal punto di vista fisico, il costante mordere e manipolare delle unghie può causare danni permanenti, tra cui l’indebolimento delle unghie stesse e dei tessuti circostanti, l’insorgenza di infezioni locali, sanguinamento e dolore. Inoltre, il continuo contatto delle unghie con la bocca può trasmettere batteri e germi, aumentando il rischio di infezioni orali e intestinali.

A livello psicologico, l’onicofagia può generare imbarazzo e vergogna sociale a causa dell’aspetto poco curato delle unghie, portando a una ridotta autostima e alla tendenza a evitare situazioni in cui le mani sono esposte. Questo può avere un impatto negativo sulle relazioni interpersonali e sulla vita professionale. Inoltre, il ciclo di gratificazione immediata e colpa successiva associato all’onicofagia può contribuire a una maggiore ansia e stress, alimentando ulteriormente il ciclo del comportamento compulsivo.

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Mangiarsi le Unghie: Cura e Rimedi

Il trattamento dell’onicofagia richiede un approccio completo che comprenda sia interventi comportamentali che terapie psicologiche. Tra i rimedi comportamentali, è fondamentale l’adozione di tecniche di consapevolezza che permettano all’individuo di identificare i momenti e i fattori scatenanti che portano al mordere delle unghie. Tenere un diario del comportamento può essere particolarmente utile per individuare i pattern ricorrenti e sviluppare strategie alternative per affrontare lo stress e l’ansia.

Inoltre, l’applicazione di smalti amari o l’utilizzo di nastri adesivi sulle unghie può aiutare a rendere il comportamento meno gratificante, riducendone la frequenza. Proteggere le dita con guanti o cerotti può essere un’ulteriore misura preventiva, soprattutto durante periodi di maggiore stress o noia.

Le terapie psicologiche, come la terapia cognitivo-comportamentale (TCC), rappresentano un pilastro fondamentale nel trattamento dell’onicofagia. Attraverso la TCC, gli individui imparano a identificare e modificare i pensieri irrazionali che alimentano gli impulsi a mordere le unghie, sviluppando abilità di coping più adattive e costruttive. Inoltre, la TCC può fornire strumenti pratici per gestire l’ansia e le emozioni negative che possono scatenare l’onicofagia. In alcuni casi, può essere necessario l‘uso di farmaci ansiolitici o antidepressivi per ridurre i sintomi di ansia o depressione associati al disturbo.

È importante sottolineare che il trattamento dell’onicofagia richiede tempo, costanza e pazienza da parte dell’individuo. L’aiuto di un professionista della salute mentale qualificato è essenziale per valutare le opzioni di trattamento più adatte alle specifiche esigenze e circostanze personali, garantendo un percorso terapeutico efficace e sostenibile nel tempo.

Le Unghie Mangiate Tornano Normali?

Le unghie danneggiate a causa dell’onicofagia possono ritornare alla normalità, ma il processo di guarigione può richiedere del tempo e dipendere dalla gravità del danno. Le unghie crescono gradualmente a partire dalla matrice ungueale, situata sotto la pelle all’inizio dell’ unghia, e quindi qualsiasi danno subito sulla superficie dell’unghia può richiedere diverse settimane o mesi per essere completamente sostituito con nuovo tessuto ungueale sano.

Durante questo processo di crescita, è importante adottare misure per promuovere la salute delle unghie e accelerare la guarigione. Questo può includere l’applicazione di oli o creme idratanti sulle unghie e sulla pelle circostante per mantenere la zona idratata e favorire la crescita sana delle unghie. Inoltre, evitare di continuare a mordere o danneggiare ulteriormente le unghie può aiutare a prevenire ulteriori danni e favorire una guarigione più rapida.

Se le unghie non ritornano alla normalità nonostante l’adozione di queste misure, potrebbe essere necessario consultare un dermatologo o un medico per valutare se ci sono problemi sottostanti che potrebbero influenzare la crescita e la salute delle unghie. In alcuni casi, potrebbe essere necessario un trattamento aggiuntivo per favorire la guarigione e il ripristino della normale crescita delle unghie.

Disclaimer

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantire un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante.
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– Regolamento UE n. 432_2012 della Commissione
– Regolamento CE n. 1924_2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio

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