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ritmo circadiano

Ritmo Circadiano Disturbato: Ecco Come Funziona

Scienza
Tempo di lettura: 4 minuti
Autore: Isabella Iallonghi
Pubblicato il: 05-02-2024

Il ritmo circadiano, analogamente ad un sofisticato orologio interno, svolge un ruolo fondamentale nel coordinare una serie di funzioni biologiche fondamentali per il nostro benessere. Questo intricato sistema temporale regola non solo il sonno, ma influisce anche sull’andamento delle attività digestive e sul funzionamento del sistema cardiovascolare.

Nel nostro articolo, esploreremo in dettaglio come il disturbato ritmo circadiano possa impattare diversi aspetti della nostra salute e quali misure adottare per mitigare gli effetti negativi associati.

Cos’è il Ritmo Circadiano?

Il ritmo circadiano non è altro che il maestoso orchestratore delle nostre funzioni biologiche quotidiane, un sofisticato balletto interno che segue un preciso ritmo di 24 ore. Questo ciclo circadiano, derivante dal latino circa diem, che significa “intorno al giorno”, guida variazioni cicliche nell’organismo coinvolgendo una serie di processi vitali.

Il suo ruolo chiave è evidenziato dal riconoscimento nel 2017 di tre genetisti cronobiologici con il Premio Nobel per la Medicina: Jeffrey C. Hall, Michael Rosbash e Michael W. Young. Questi ricercatori hanno illuminato il meccanismo intricato che regola questo orologio biologico, permettendo a tutti gli organismi viventi di sincronizzare il proprio ritmo circadiano con l’ambiente esterno.

Questo orologio interno si adatta costantemente alle diverse fasi del giorno, influenzando aspetti cruciali come la pressione arteriosa, la temperatura corporea, il tono muscolare, la frequenza cardiaca e il ritmo sonno-veglia.L’importanza di mantenere l’allineamento tra il nostro orologio biologico e l’ambiente esterno è fondamentale per preservare il benessere psico-fisico, mentre eventuali disallineamenti, come nel caso del jet-lag, possono comportare effetti negativi sul nostro organismo.

Ciclo Circadiano: Organi Coinvolti

Il ritmo circadiano è guidato dal ciclo luce-buio, attraverso il quale coordina in modo preciso le attività dell’organismo. La sua connessione con i geni “clock” rappresenta un sistema di regolazione essenziale, in cui la luce diurna funge da principale segnale, avviando una serie di interazioni genetiche che influenzano vari aspetti vitali, come la percezione della fame e la gestione del sonno.

Uno degli attori principali in questo processo è l’epifisi, una ghiandola situata alla base del cranio, responsabile della produzione dell’ormone melatonina. Questa sostanza gioca un ruolo chiave nel sincronizzare il ritmo circadiano dell’organismo. La melatonina risponde alla presenza o assenza di luce ambientale: durante le ore diurne, la sua produzione è ridotta, mentre durante le ore notturne, stimolata dall’oscurità, aumenta, facilitando il sonno.

Oltre alla produzione di melatonina, il ritmo circadiano coinvolge ogni organo in un coordinato alternarsi di attività e riposo. Ciascun organo segue un proprio orologio interno, con picchi di attività in fasi specifiche che si alternano a periodi di riposo. Gli organi comunicano tra loro e con il “maestro” centrale, noto come masterclock e situato nell’ipotalamo, attraverso orologi “periferici”.

Ricerche recenti evidenziano che organi come il fegato sono in grado di percepire gli stimoli luce/buio, preparandosi per attività specifiche, come la conversione del glucosio in energia durante i pasti. Queste scoperte sottolineano la complessità e la consapevolezza di ogni parte del nostro corpo rispetto al proprio “orario” biologico.

Gli Orari del Ritmo Circadiano

Il ritmo circadiano è generalmente di 24 ore, distinte in diverse fasi, le quali guidano il nostro corpo attraverso un preciso schema di attività e riposo. Iniziando dal mattino, tra le 3 e le 6, il corpo si prepara al risveglio con temperature corporee basse e la diminuzione dei livelli di melatonina. Dopo le 6, con l’aumento del cortisolo e la scomparsa della melatonina, inizia lo stato di veglia. Tra le 9 e le 12, il cortisolo raggiunge il suo apice, accompagnato dall’aumento delle temperature corporee e da un’attivazione massima delle funzioni fisiche e cognitive.

Nel pomeriggio, tra le 12 e le 15, sperimentiamo una fase di sonnolenza, influenzata dall’attività digestiva e dalla riduzione della produzione dell’orexina. Dopo le 15, la temperatura corporea e l’attivazione cardiaca e polmonare aumentano, rendendo questo il momento ideale per l’attività fisica.

Di sera, dopo le 18, le attività dell’organismo rallentano, e dopo le 21 la produzione di melatonina inizia a facilitare il sonno, mentre temperatura corporea e frequenza cardiaca diminuiscono. Durante la notte, i livelli elevati di melatonina contribuiscono ad un sonno profondo e riposante, andando a completare il ciclo circadiano.

ritmo circadiano

Cicli Circadiani Alterati: Le cause

Le alterazioni dei ritmi circadiani rappresentano un complesso insieme di disturbi che compromettono la regolarità del nostro orologio biologico interno. Questo intricato sistema, influenzato da molteplici fattori, può sperimentare perturbazioni che incidono sulla qualità e sulla durata del sonno. Le cause di tali alterazioni possono essere molteplici, riflettendo una combinazione di influenze ambientali, genetiche e di stili di vita. Tra le principali cause troviamo:

  • Variazioni dello stile di vita: Turni lavorativi irregolari, orari di lavoro notturni o la mancanza di una routine giornaliera stabile possono disturbare il naturale flusso del ritmo circadiano.
  • Esposizione inappropriata alla luce: La luce artificiale, in particolare la luce “blu” proveniente da dispositivi elettronici, può ingannare il sistema circadiano, sopprimendo la produzione di melatonina e influenzando negativamente il sonno.
  • Fattori genetici: Alcuni individui potrebbero essere geneticamente predisposti ad una maggiore sensibilità o resistenza nel mantenimento del ritmo circadiano, contribuendo alle variazioni individuali nei modelli di sonno.
  • Condizioni mediche: Disturbi del sonno, depressione, malattie neurologiche o altre patologie possono causare alterazioni nei ritmi circadiani, influenzando direttamente la qualità del sonno.
  • Cambiamenti legati all’età: L’invecchiamento può portare a modifiche nei ritmi circadiani, con conseguenti alterazioni nei pattern di sonno e veglia.
  • Abuso di sostanze stimolanti: L’uso di sostanze stimolanti come la caffeina o farmaci che influenzano il sistema nervoso può disturbare il ritmo circadiano.

Comprendere la complessità di queste cause è essenziale per sviluppare approcci personalizzati nella gestione e nel trattamento dei disturbi del sonno legati al ritmo circadiano, consentendo un ripristino più efficace dell’equilibrio biologico giornaliero.

Ritmo Circadiano: 3 Consigli per Migliorarlo

Stress, stili di vita frenetici e cambiamenti ambientali possono compromettere l’equilibrio del ritmo circadiano, influenzando negativamente il sonno e la salute complessiva. Fortunatamente, esistono modi pratici per migliorarlo e promuovere una migliore qualità del sonno. Di seguito 3 consigli chiave.

1. Esposizione alla Luce Naturale: L’esposizione alla luce naturale è importante per mantenere il ritmo circadiano in equilibrio. La luce del giorno aiuta a sincronizzare l’orologio biologico interno, influenzando positivamente la produzione di melatonina, l’ormone chiave per il sonno. Passare del tempo all’aperto al mattino, magari facendo una passeggiata o godendosi la colazione sotto la luce del sole, può contribuire significativamente a regolare il ciclo sonno-veglia.

2. Stabilire una Routine del Sonno Costante: Una routine del sonno coerente è fondamentale per stabilizzare il ritmo circadiano. Creare una serie di attività rilassanti prima di coricarsi, come la lettura o il rilassamento muscolare, può segnalare al corpo che è giunto il momento di prepararsi per il riposo. Mantenere orari costanti per andare a letto e svegliarsi, anche nei giorni liberi, aiuta a stabilizzare il ritmo circadiano nel lungo periodo.

3. Alimentazione Adeguata: L’alimentazione gioca un ruolo significativo nel supportare il ritmo circadiano. Consumare pasti regolari durante le ore di luce, con particolare attenzione alla colazione e al pranzo, contribuisce a mantenere il metabolismo in sintonia con il ritmo circadiano. Evitare pasti pesanti e ricchi di caffeina nelle ore serali può prevenire disturbi digestivi e favorire un sonno più tranquillo. Inoltre, integrare nella dieta alimenti ricchi di triptofano, come ad esempio pollame, noci e banane, può sostenere la produzione di melatonina.

Fare uso di questi suggerimenti nella routine quotidiana può promuovere non solo una migliore qualità del sonno ma anche un benessere complessivo. Un ritmo circadiano ben allineato non solo migliora la qualità del sonno notturno ma ha anche benefici positivi sulla salute mentale, sul sistema immunitario e sulla gestione dello stress.

Integratori di Melatonina

Melatotac di Nutracle è un integratore alimentare a base di Melatonina utile per contribuire alla riduzione del tempo richiesto per il sonno.

Le micro compresse di Melatotac di Nutracle sono un prodotto studiato per contribuire alla riduzione del tempo richiesto per prendere sonno. La Melatonina contenuta all’interno della formulazione aiuta ad addormentarsi e ad eliminare il senso di stanchezza durante la notte. Questa componente è particolarmente indicata nei periodi di sfasamento orario e di jet-lag.

Ogni micro compressa contiene 1 mg di Melatonina, la concentrazione massima consentita dal Ministero della Salute Italiano.

Dosaggio di Melatotac consigliato

  • Si consiglia di assumere 1 compressa al giorno (1 mg) da deglutire con acqua o altro liquido.

Quando assumere Melatotac?

  • Si consiglia di assumere Melatotac alla sera o comunque prima di coricarsi.

Disclaimer

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantire un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante.
Tutti i claims associati ai nostri prodotti sono ricavati da:
– DM 10 Agosto 2018 Preparati Vegetali
– Regolamento UE n. 432_2012 della Commissione
– Regolamento CE n. 1924_2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio

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