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tiroidite di Hashimoto

Tiroidite di Hashimoto: Sintomi e Cure

Scienza
Tempo di lettura: 4 minuti
Autore: Isabella Iallonghi
Pubblicato il: 26-02-2024

La tiroidite di Hashimoto è una malattia autoimmune tra le più comuni che colpiscono la tiroide, una ghiandola a forma di farfalla situata nella parte anteriore del collo. Questa malattia, denominata anche tiroidite autoimmune cronica, si sviluppa quando il sistema immunitario attacca erroneamente la tiroide, causando infiammazione e danneggiamento del tessuto tiroideo. Questo disturbo autoimmune colpisce principalmente le donne e può manifestarsi con una vasta gamma di sintomi, che vanno dalla stanchezza persistente alla depressione, dall’aumento di peso alla sensazione di freddo costante. In questo articolo, esploreremo i sintomi tipici della tiroidite di Hashimoto e le diverse modalità di cura per aiutare coloro che ne sono affetti a vivere una vita sana e soddisfacente.

Cos’è la Tiroidite di Hashimoto?

La tiroidite di Hashimoto, conosciuta anche come tiroidite cronica autoimmune, rappresenta una patologia diffusa caratterizzata da una reazione autoimmune errata del sistema immunitario contro la tiroide. Colpisce principalmente le donne tra i 30 e i 50 anni, si manifesta con un’infiammazione cronica della ghiandola tiroidea, compromettendo la sua capacità di produrre gli ormoni tiroidei in quantità sufficienti.

Tale alterazione può portare all’insorgenza di ipotiroidismo, caratterizzato da una ridotta produzione di ormoni tiroidei, sebbene in casi meno comuni possa verificarsi anche ipertiroidismo. Oltre ai disturbi legati alla funzione tiroidea, la tiroidite di Hashimoto può causare alterazioni morfologiche della ghiandola, come la formazione di noduli.

Al microscopio, è possibile osservare un’evidente infiltrazione di linfociti, globuli bianchi, all’interno dei follicoli tiroidei, con conseguente danneggiamento della struttura e della funzione della tiroide stessa. Questo processo distruttivo può comportare sintomi vari e spesso sfumati, rendendo la diagnosi un compito impegnativo. Pertanto, una comprensione approfondita di questa condizione è fondamentale per una gestione efficace e mirata dei sintomi, migliorando così la qualità di vita dei pazienti affetti da tiroidite di Hashimoto.

Sintomi della Tiroidite di Hashimoto

I sintomi della tiroidite di Hashimoto possono variare notevolmente a seconda della gravità della condizione e dell’evoluzione della patologia nel tempo. Nei casi più lievi, la malattia può rimanere asintomatica o manifestare sintomi molto sfumati, mentre con il progredire della patologia si possono manifestare segni evidenti di ipotiroidismo primario. Anche se è raro, in alcuni casi può verificarsi un periodo di ipertiroidismo transitorio, noto come hashitossicosi, che tende a risolversi spontaneamente nel giro di alcune settimane, ma nella maggior parte dei casi la tiroide di Hashimoto evolve verso l’ipotiroidismo. È importante notare che la tiroide autoimmune in sé non causa sintomi diretti.

Tuttavia, quando si sviluppa l’ipotiroidismo, i sintomi tendono a manifestarsi gradualmente e includono una serie di disturbi come stanchezza persistente, intolleranza al freddo, aumento di peso, difficoltà di concentrazione, stitichezza, depressione e perdita della mimica facciale. Altri sintomi associati possono includere diminuzione dell’appetito, demenza, voce rauca, pelle secca, caduta di capelli, lingua ingrossata, edema e cardiomegalia. Inoltre, possono manifestarsi malattie correlate come sindrome delle apnee notturne, sindrome del tunnel carpale, vertigini parossistiche e atassia cerebellare, che possono compromettere la postura e l’equilibrio.

Tiroidite di Hashimoto: Fattori scatenanti

La tiroidite di Hashimoto è una condizione complessa il cui meccanismo di sviluppo è ancora oggetto di studio. Tuttavia, è ampiamente accettato che vi sia un forte legame con la predisposizione genetica alla malattia, che può essere trasmessa attraverso le famiglie senza seguire un modello ereditario chiaro, potendo manifestarsi a qualsiasi età o saltare generazioni.

Oltre alla componente genetica, diversi fattori ambientali e di stile di vita possono contribuire al suo sviluppo. Tra questi, lo stress e l’esposizione a radiazioni hanno dimostrato di aumentare il rischio di sviluppare tiroidite di Hashimoto. Inoltre, la presenza di altre malattie autoimmuni come l‘artrite reumatoide, il diabete di tipo 1, la malattia di Addison, la celiachia e la vitiligine è associata a un maggior rischio di sviluppare questa condizione. Anche lo scarso apporto di iodio può influenzare il rischio di sviluppare la tiroidite di Hashimoto, sebbene i meccanismi esatti non siano ancora del tutto chiari.

Esami e Diagnosi di Tiroidite di Hashimoto

La diagnosi della tiroidite di Hashimoto è effettuata tramite una serie di esami ambulatoriali che permettono di confermare la presenza della patologia.

  • Esami del sangue: Questi test sono cruciali per individuare la presenza degli anticorpi antitireoperossidasi (aTPO) e antitireoglobulina (aTG), che rappresentano marcatori fondamentali per la diagnosi della malattia.
  • Ecografia della tiroide: Questo esame fornisce importanti informazioni sull’anatomia e la funzionalità della ghiandola tiroidea, consentendo di confermare la presenza di eventuali noduli o altre anomalie morfologiche.
  • Inoltre, vengono esaminati i livelli degli anticorpi anti-tireoglobulina (AbTG) e anti-tireoperossidasi (AbTPO), conosciuti come anticorpi “anti-tiroide”, che sono prodotti in modo anomalo dal sistema immunitario e sono implicati nell’insorgenza della tiroidite di Hashimoto. Questi anticorpi sono spesso presenti in quantità molto elevate, superando di gran lunga il limite massimo di normalità.

Per valutare la funzionalità tiroidea e identificare eventuali casi di ipotiroidismo, vengono misurati i livelli ematici degli ormoni tiroidei T3 (tiroxina), T4 (triiodotironina) e TSH (ormone tireostimolante), prodotto dall’ipofisi per stimolare la tiroide. Il livello di TSH nel sangue è particolarmente indicativo dello stato della funzione tiroidea: nei casi di ipotiroidismo, il livello di TSH sarà elevato, mentre nei casi di ipertiroidismo sarà basso.

In presenza di noduli palpabili alla tiroide, viene spesso prescritta un’ecografia per valutare la loro consistenza e natura.

Tiroidite di Hashimoto: Cure e Trattamenti

Il trattamento principale per la tiroidite di Hashimoto prevede l’assunzione quotidiana di levotiroxina, un ormone tiroideo sintetico. Questo farmaco viene utilizzato per sostituire gli ormoni tiroidei mancanti nel corpo e per mantenere i livelli ematici entro i limiti normali. La levotiroxina aiuta a ridurre i sintomi dell’ipotiroidismo, come stanchezza, aumento di peso e intolleranza al freddo, fornendo al corpo l’ormone di cui ha bisogno per funzionare correttamente. È fondamentale seguire attentamente le indicazioni del medico riguardo al dosaggio e all’assunzione della levotiroxina e sottoporsi regolarmente a controlli per monitorare i livelli ematici degli ormoni tiroidei e adattare il trattamento di conseguenza.

Disclaimer

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantire un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante.
Tutti i claims associati ai nostri prodotti sono ricavati da:
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– Regolamento UE n. 432_2012 della Commissione
– Regolamento CE n. 1924_2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio

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